Il capo della CIA a Mosca. Si muovono i pezzi sulla scacchiera
La recente sortita a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, non si configura come una proiezione di forza dell'unipolarismo…
Read MoreLa Politica Agricola Comune (PAC) europea cerca di spingere verso gli obiettivi posti con il Green Deal e con altri accordi in materia ambientale. Eppure, molto spesso, le sue decisioni continuano a sostenere in maniera massiccia l'agricoltura industriale, foriera di sfruttamento, depauperamento e inquinamento. Da un lato si utilizzano parole e si fanno progetti di riforma che sarebbero del tutto condivisibili se non fosse che vanno sempre nella direzione dell'agro-industria e quindi a vantaggio di multinazionali e grandi gruppi industriali. A rimetterci sono sempre i piccoli, i tanti, a fronte dei grandi e dei pochi, i quali accentrano su di sé sempre più ricchezza e potere. Se veramente si volesse convertire l'agricoltura a sistemi e forme sostenibili ecologicamente ed equi e giusti socialmente, la parola d'ordine è sovranità alimentare.
Il settore alimentare globalizzato mette in stretta relazione persone e luoghi lontani in rapporti di dipendenza talvolta oscuri ad essi stessi. Decine di milioni di produttori agricoli e miliardi di consumatori sono collegati tra loro da uno “schema a clessidra” che determina e gestisce lo scorrere delle merci
L'occultamento delle informazioni e le attività dei servizi segreti continuano a costituire una parte apparentemente non rinunciabile per ogni Stato, inclusi quelli democratici che pongono alla base del loro ordinamento la trasparenza e la responsabilità pubblica, dando luogo a una coesistenza intrisa di difficoltà. Non sempre i servizi segreti devono fare i conti con sistemi e modelli basati su un processo democratico in quanto essi sono presenti in ogni Paese a prescindere dalla forma di governo data, tanto da precedere la forma democratica. Nelle democrazie rappresentative, in cui l’operare dei servizi segreti è in qualche modo regolato e controllato, questo rapporto finisce per creare delle storture (quando non delle vere e proprie sovversioni) della stessa democrazia.