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L’eminenza grigia del cloud: Tony Blair al soldo di Oracle

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C’è un ufficio a Londra che oggi conta più dipendenti di quanti ne avesse Downing Street ai tempi del New Labour. È il Tony Blair Institute for Global Change (TBI). Ma se sulla carta è una non-profit dedicata al “buon governo”, i documenti finanziari e le testimonianze degli insider rivelano una realtà diversa: mentre Tony Blair sussurra alle orecchie di Keir Starmer e dei leader africani, il suo Istituto è diventato il braccio commerciale di Larry Ellison. TBI è una macchina da 140 milioni di dollari l’anno che agisce come il più sofisticato ufficio vendite di Oracle, il colosso tech del miliardario statunitense sostenitore di ferro di Trump. Sarà un caso che proprio Tony Blair è una delle persone scelte da Trump per far parte del Board of Peace?

L’inchiesta di Lighthouse Reportsintegrata dalle rivelazioni del The Guardian, porta alla luce una sistema opaco che lega il think thank alla società privata statunitense; un sistema che va al di là del conflitto d’interesse ma che intreccia le due entità. Larry Ellison ha già versato o promesso al TBI oltre 250 milioni di sterline. Non è solo una donazione: è una fusione di interessi. Il caso più emblematico è rappresentato da Awo Ablo: contemporaneamente Direttrice di Oracle e Vicepresidente Esecutiva del TBI. Più che una “porta girevole”, sembra un solito ufficio per due realtà che dovrebbero essere distinte.  Questo rende quasi impossibile distinguere dove finisca la consulenza politica e dove inizi il marketing aggressivo di software proprietari.

In Africa, il TBI non si limita a dare consigli ma entra fisicamente nelle infrastrutture dello Stato. Secondo quanto riportato da Agência Pública, l’istituto utilizza una tattica nota nel settore tech come “Land and Expand” (Sbarca ed Espandi). Il TBI offre consulenza gratuita per digitalizzare i registri vaccinali (come accaduto durante il COVID in Ghana e Rwanda). Per gestire questi dati, “suggerisce” l’uso dei sistemi cloud di Oracle, spesso presentati come l’unica soluzione sicura. Una volta che l’anagrafe o il sistema sanitario di una nazione sono su server Oracle, lo Stato ne diventa dipendente. Cambiare fornitore diventa troppo costoso e tecnicamente impossibile. È il nuovo volto del colonialismo: non si controllano le terre, ma i server.

Il raggio d’azione di Blair non si ferma al Sud del mondo. Nel Regno Unito, l’influenza del TBI sul governo di Keir Starmer è palpabile. Blair sta spingendo aggressivamente per la creazione di un “NHS Data Trust”. L’idea è di centralizzare le cartelle cliniche dei cittadini britannici per “commercializzarle” e darle in pasto alle IA. Coincidenza vuole che Oracle abbia recentemente acquisito Cerner (colosso della tecnologia sanitaria) per 28 miliardi di dollari. Se Blair riuscisse a convincere il governo a standardizzare i dati dell’NHS su modelli compatibili con Oracle, Ellison avrebbe vinto una partita con un piatto molto ricco.

Ex dipendenti del TBI, sentiti da New Statesman, descrivono un clima di “evangelismo tecnologico” quasi religioso. Chiunque sollevi dubbi etici o proponga alternative open source (che garantirebbero sovranità digitale ai governi) viene messo ai margini. L’Istituto si sarebbe trasformato da un centro di ricerca geopolitica in un “motore di vendita” dove i ritiri aziendali e i briefing strategici tra lo staff di Blair e i tecnici di Oracle sono ormai la norma.

Insomma, Tony Blair è diventato una sorta di dipendente di Ellison, sostenitore di ferro del Presidente Trump, del campo politico avverso al proprio. Ma si sa: pecunia non olet.